Barnabo delle montagne
     
     

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Barnabo delle montagne

di Dino Buzzati

in scena Sandro Buzzatti e Andrea Collavino
scene Catherine Chanoux
disegno luci Alessandro Scarpa
ricerca musicale Diego Pellegrini
elaborazione musicale Bruno Pochettino
drammaturgia e sceneggiatura Remo Rostagno
progetto di Sandro Buzzatti

regia di Gianni Bissaca

prodotto da Assemblea Teatro di Torino

   

 

Il “Barnabo delle Montagne” primo romanzo di Dino Buzzati, scritto nel 1933 all’età di 27 anni, approda per la prima volta sulla scena teatrale, in uno spettacolo a  due voci nato da un progetto di Sandro Buzzatti, attore e regista bellunese, che più volte nel recente passato ha dedicato lavori di scena al quasi omonimo illustre concittadino.

Barnabo è un giovane guardaboschi, di nemmeno vent'anni. Ha il carattere schivo ed introverso di chi ha l’abitudine a parlare con gli alberi. Quando entra a far parte dei guardaboschi, il vecchio comandante Del Colle lo accoglie come un figlio. Le giornate si susseguono ad una ad una come gocce di stalattiti, nel ricordo di Darrio, una delle guardie scomparse tra le grade durante un’imboscata dei contrabbandieri. Quando anche Del Colle viene trovato ucciso, inizia una lunga ed inutile caccia agli assassini. Il tempo riprende a scorrere uguale a se stesso fino a quando Barnabo ha l'occasione della vendetta. Un incontro faccia a faccia con i contrabbandieri. Ma la paura si fa dubbio. Esita, non riesce a sparare e viene cacciato dal corpo. Anni più tardi, quando la vecchia polveriera è ormai in disuso e di quei ricordi resta solo il silenzio delle lunghe giornate di guardia, l’occasione torna. I soli che non lo hanno mai abbandonato, il vecchio amico Giovanni Berton e la fedele cornacchia, gli indicano la strada del ritorno alle montagne. Ma resta la paura e quel destino inceppato nel desiderio del riscatto…

Nel “Barnabo delle Montagne” si ritrovano già i temi cari a Buzzati, che verranno sviluppati nei romanzi futuri, in particolare ne “Il deserto dei Tartari”:l’attesa, l’incertezza, la tensione verso una felicità e una gratificazione che stentano ad arrivare, ostacolate nel continuo andare e venire del pensiero che blocca l’azione.

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