Birt all'Inferno
     
     

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Birt all'Inferno

di Romano Pascutto

regia: Sandro Buzzatti

musiche: Nello Da Pont, Damiano Visentin, Nelso Salton

   

 

Birt va all'inferno? No! muore solamente come tutti e come tutti sul fiume nero degli inferi lo aspetta Caronte per tra ghettarlo all'altra riva. Birt, in vita, di mestiere faceva anche lui il passatore, su un piccolo fiume pieno invece d'acqua verde e di luce, quella Livenza dormiona, che aveva specchiato altre storie di Romano Pascutto: storie dei Nane e delle Gigie, gente normale della bassa, che viveva di polenta e stenti.
Da morto Birt, faccia a faccia con il collega più famoso, è tentato di fermare un poco il suo ultimo viaggio, scambiando la sua vita, consumata sul fiume fra passeggeri e fagotti, con quella solitaria del demone inacidito e rancoroso che governa una barcaccia sul fiume nero, per far passare oltre anime riottose e rassegnate. Ambedue vecchi, stanchi e un poco delusi, vedono l'affare nel fermare il viaggio di Birt verso l'inferno, nel farsi animo fra colleghi traghettatori, in un buco di notte scura che è confine fra il tempo dei vivi e le anime dei morti.
In questo antro vibrato dalle percussioni di Nello Da Ponti con la fisarmonica di Damiano Visentin e le corde di Nelso Salton, Sandro Buzzatti s'ingegna a far ruotare questa storia inusuale affidandosi a un trespolo di proclami e all'amara ironia del poeta liventino.
Su quel confine di barche, parole e congegni strabilianti, passano proprio tutti: i conoscenti di Birt insieme a falangi di estranei, gente che ha chiuso con la vita e che della vita porta ancora i segni seppur già disfatti dalle prime tappe del viaggio definitivo. In questo luogo sospeso fra i colori del mondo, visto attraverso il fondo di una sfera portentosa, e il freddo dell'altra riva, Birt aiuta Caronte a traghettare le anime degli altri, ne sopporta le ire improvvise, lo inizia all'ebrezza vaga del Tocai, si diverte insomma a provocarlo e a sfidarlo. Un sodalizio che durerà quel tanto che basta per far riaffiorare in Birt l'ansia di ricongiungimento al suo destino di mortale e passare alla riva ultima, e in Caronte la paura della solitudine, ché gli uomini - pur fra magagne e dolori - hanno quel tanto di passione per la vita che può inquietare anche il demone più insensibile.

Renzo Franzin

DURATA: 1.15 circa

ESIGENZE TECNICHE: palcoscenico min. 6x8 metri, 13 kW/h. Impianto audio adeguato alla sala.

E' disponibile una versione in forma di oratorio con accompagnamento musicale eseguibile in spazi non necessariamente teatrali (biblioteche, librerie, cortili, auditorium, ecc.