| |
FILÒ
di Andrea Zanzotto
con
Giuseppina Casarin,
Paolo Calzavara,
Sandra Mangini,
Sandro Buzzatti
e con
Paola Amadio, Elisa Giolo, Federica Mariuzzo, Serena Perissinotto
da un’idea di
Sandro Buzzatti
a cura di
Sandra Mangini
|
| |
|
E' del 1976 la prima edizione del Filò che segna, per Andrea Zanzotto, il dissolversi della rimozione della lingua "materna", il dialetto trevigiano dell'alta valle del Soligo, da sempre parlato ma mai calato nella pagina scritta, come lingua letteraria.
Come spesso accade ai capolavori, è il caso a decretarne la nascita: una lettera accorata di Federico Fellini alle prese con il film Casanova in cui il Regista chiede al Poeta di "inventare e di scrivere... questa preghiera accorata e beffarda, impaurita e sfottente, vecchia come il mondo ed eternamente infantile".
Ecco allora affiorare dal profondo della oralità originaria queste litanie tra il sacro e il profano, un rituale celeste e pagano al tempo stesso, un arpione oratorio ricco di popolare visionarietà con il quale catturare la gran madre mediterranea, la femmina misteriosa che abita in ciascuno di noi, la divinità primigenia alla quale riannodarsi per ritessere i fili delle nostre esistenze scardinate...
Adesso finalmente il poeta, dopo aver felicemente esaudito l'invito dell'illustre amico, ritrova il senso profondo della propria identità pur sulla soglia della disperazione per l'autoannientamento che ciclicamente l'uomo tenta su di sé; e può guardare il mondo, e farlo vedere a chi lo ascolta, entro una magica sfera di vetro e immaginare l'avverarsi di tutti i sogni possibili...
"'Note, 'note; 'l filò l'è finì"
DURATA: 1,15 h.
ESIGENZE TECNICHE: palcoscenico min. 6x8 metri, 13 kW/h. Impianto audio da concordare in base alle dimensioni della sala.
E' disponibile una versione a leggio con accompagnamento musicale eseguibile in spazi non necessariamente teatrali (biblioteche, librerie, cortili, auditorium, ecc.).
|