| Dalle viscere alla metafora | |||
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DALLE VISCERE ALLA METAFORA a cura di Sandro Buzzatti in collaborazione con Luciano Caniato Musiche eseguitedal vivo con: Nelso Salton (contrabbasso), Marco Sbarai (pianoforte), Damiano Visentin (fisarmonica)
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Osteggiati, emarginati, privati della linfa, i dialetti hanno raggiunto la fase terminale. Eppure, fino a poco fa, abbiamo comunicato, pensato, amato, sofferto, costruendo, attraverso di essi, un'idea del mondo che si è riverberata e cristallizzata anche nel paesaggio. Per non parlare di quanto ci siamo riposati in quelle ombre e cibati della maternità del loro canto. Eppure c'è stato un tempo in cui si provava a far trasparire gli accenti dialettali nella lingua nazionale, un momento in cui si è perfino tentato di cancellarne le impronte per sostituirle con un italiano standardizzato, asettico, e - si può - privo di striature microbiche. Sotterraneamente, però, qualcuno ne ha messo in salvo anima e spiriti ridando vigore alla sintassi ed ai lessici attraverso la poesia. Ed ai poeti, anche oggi, è affidato il compito di contrastare la notte che cala sulla residua lucentezza delle vecchie lingue e di salvarle negli orti di un impervio laggiù. Qui il curatore di Dalle viscere alla metafora si è calato con l'intento di restituirci almeno un mazzo di colori in dialetto, mosso dall'idea che abbiamo ancora bisogno del profumo del loro involucro e della sostanza dei loro frutti. Ed ha affidato venti poeti veneti del Novecento ad un attore, da sempre impegnato nella "risonanza" della parola poetica, che sa rispettarne le voci senza sovrapporre la sua alle loro inquietudini. A cura di Sandro Buzzatti in collaborazione con Luciano Caniato
DURATA: 1,15. ESIGENZE TECNICHE: palcoscenico min. 6x5 metri, 10 kW/h. Impianto audio da concordare in base alle dimensioni della sala.
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